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Migrazioni calasettane

Migrazioni calasettane
Migrazioni calasettane

I Tabarchini di Calasetta, per tutto l’Ottocento, continuarono a frequentare sia la Tunisia sia l’Algeria: per traffici commerciali, per lavori stagionali e anche per visitare parenti rimasti là. Alcuni vi rimasero definitivamente, altri tornarono a Calasetta. Nella prima metà del Novecento singoli individui si spinsero fin negli U.S.A., mentre nella seconda metà le mete furono il Nord Italia, la Francia, il Belgio e la Germania.

I movimenti recenti non fanno più notizia, per via della facilità degli spostamenti, ma sono numerosi i giovani che si sono trasferiti per lavorare in Spagna, in Inghilterra e persino in Australia. Tra Settecento e Ottocento si osserva anche un movimento inverso. Diverse famiglie di pescatori stagionali siciliani dell’isola madre, di Lipari, di Salina, di Filicudi e soprattutto di Ustica si stabilirono definitivamente a Calasetta e occuparono le proprietà lasciate libere dai Piemontesi che tornarono in patria. Nello stesso periodo si trasferirono stabilmente a Calasetta Carlofortini dediti principalmente al commercio.

Pian piano cominciarono a trasferirsi a Calasetta anche i Sardi. Tra questi ultimi e i Calasettani venne così ad attenuarsi l’iniziale reciproco atteggiamento ostile e diffidente, del quale era sintomo il detto tabarchino: Se vaggu pe mo, u türcu u m’aciappe, se vaggu pe tera, u sordu u m’amasse, se vado per mare il turco m’acchiappa, se vado per terra il sardo m’ammazza.

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