Nella storia dell’esplorazione naturalistica della Sardegna alle osservazioni dei funzionari sabaudi, sin dai primi anni del 1700 si aggiungono tutte le altre notizie e descrizioni che viaggiatori e naturalisti fecero della Sardegna e dell’isola di San Pietro tra il XVIII e il XIX secolo. Basti ricordare personaggi come L’ Azuni, il Casalis e il tabarchino Tommaso Napoli autore della Compediosa descrizione corografico-storica della Sardegna del 1814 e della realizzazione della Carta della Sardegna del 1811.
Prima di loro fu il Gesuita Francesco Cetti, insegnante presso l’università di Sassari, che tra il 1772 e il 1774, realizzò un’opera straordinaria in quattro volumi sulla vita animale della Sardegna, all’interno della quale compaiono alcune straordinarie pagine sull’isola di San Pietro e sulla pesca del tonno in particolare.
Fu poi il Generale Alberto La Marmora che esplorando per più di trent’anni l’isola tra il 1819 e il 1855 elaborò una grande quantità di notizie analitiche sulla natura della Sardegna, raccolte in quattro volumi dal titolo Viaggio in Sardegna: segnalerà la presenza sull’isola di San Pietro del Falco grillaio, della Foca monaca, del Gatto selvatico e della Volpe, precisando peraltro che quest’ultima era stata importata dall’uomo, del coniglio e della martora.
L’isola di San Pietro, fu pure visitata dal botanico torinese Giacinto Moris che, nella sua monumentale opera pubblicata a Torino nel 1858 Flora Sardoa sulla storia delle piante in Sardegna e isole adiacenti, segnalò come specie autoctona e spontanea a San Pietro il Pino d’Aleppo “In collibus insulae San Pietro” e come specie nuova l’Astragalo marittimo Moris “in arenosis litoreis spalmadura de fora” un paleoendemismo relitto, esclusivo dell’isola di San Pietro.
A queste opere scientifiche si aggiungono le testimonianze dei grandi viaggiatori stranieri quali il francese Antoine Claude Valery, gli inglesi William Henry Smith, Charles Edwardes le cui osservazioni anche di natura storica, economica e sociale sono di grande effetto descrittivo; un ampio e dettagliato resoconto relativo alla pesca del tonno venne pubblicato nel 1901 da Francesco Angotzi. Per finire le indimenticabili pagine di Giovanni Ansaldo del 1955, e ultime le straordinarie descrizioni dell’isola e della sua gente nelle appassionanti Cacce Sottili di Ernst Jünger.