Il rito del sabato santo
In passato era usanza celebrare la Veglia pasquale la mattina del Sabato Santo, finché la Riforma voluta da Pio XII nel 1951 spostò il rito in tarda serata. La tradizione popolare prevedeva che allo sciogliersi delle campane che annunciavano la Resurrezione, la popolazione si riunisse lungo il litorale dell’abitato per entrare in acqua fino all’altezza del ginocchio. Il rito prevedeva la formula: Vattene via, brütù e spüsù che l’è resuscitàu nóstru Segnun mentre venivano bagnate le gambe con l’acqua. In questo modo si riteneva di purificare il proprio corpo da ogni sorta di peccato per renderlo degno di festeggiare la Pasqua.