Per tutta una serie di difficoltà, soprattutto di natura economica, si giunse alla costruzione della chiesa parrocchiale di Calasetta solo nel 1839, anno in cui fu consacrata, intitolata a San Maurizio e aperta al culto.
Pare che la popolazione festeggiasse la festa patronale per la prima volta in quell’anno. Nel Dizionario del Casalis, pubblicato nel 1856, si legge che a Calasetta “Le principali solennità occorrono nella memoria del titolare [San Maurizio] e della Natività di N.D. In esse non è alcuno dei pubblici spettacoli che amano i sardi; e tutte le ricreazioni di questi popolani si riducono a qualche balletto privato, al gioco delle palle e del gallo, contro cui posto a bersaglio alla distanza di metri 40 studian aggiustar le pietruzzole”. Poiché la memoria del santo martire cade il 22 settembre, periodo della vendemmia, i calasettani, quasi tutti viticultori, si raccomandavano a lui in particolare per ottenere un buon raccolto.
Il momento culminante della festa è rappresentato dalla caratteristica e variopinta processione serale che percorre le principali vie del paese impavesate e infiorate, cui prendono parte tra gli altri un gruppo di cavalieri che vogliono rappresentare San Maurizio con i suoi compagni martiri, un gruppo in costume che ricorda i Tabarchini fondatori del paese e la delegazione sarda dei Cavalieri dell’Ordine Mauriziano nei loro caratteristici abiti da chiesa.