L’attività corallifera ha caratterizzato una parte del settore pesca a Carloforte, secondo tecniche tradizionali, fino agli ottanta del secolo scorso. Successivamente è proseguita condotta da subacquei e senza attrezzature particolari, un semplice prelievo fatto con immersione a corpo libero e dunque molto meno invasivo.
Il corallo carlofortino era acquistato da commercianti di Genova, Livorno e Torre del Greco ed era presente nelle qualità denominate color rosa, rarissimo e di grande pregio, colorito rosso vivo e altre qualità più scadenti chiamate sottomostra, corpo di corallo, terraglio e sbianchito chiaro.
Oggi rimane viva la tradizione della lavorazione del corallo grazie alla presenza di laboratori artigianali e artistici che lo utilizzano per la creazione di gioielli e oggetti di pregio.